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Cinema Boldini in Sala Estense dal 25 gennaio al 5 febbraio

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Cinema Boldini in Sala Estense dal 25 gennaio al 5 febbraio

Prosegue la programmazione del Cinema Boldini in Sala Estense, con cinque proiezioni che raccontano alla perfezione la natura del progetto curato da Arci Ferrara: cinema d'essai, film in lingua originale, restauri esclusivi e incontri con il pubblico.

 

FANNY E ALEXANDER di Ingmar Bergman

Domenica 25 gennaio – Ore 10:00
Matinée del Cinema Boldini in Sala Estense – Biglietteria e colazione offerta a partire dalle ore 9:30

Svezia 1982 – 3h08min

v.o sott ita

NUOVA VERSIONE RESTAURATA 4K

Prezzo unico 7,00€

Romanzo familiare e summa poetica di Bergman, il film tiene insieme tragedia e commedia, quotidiano e soprannaturale, facendo della fantasia un principio attivo di realtà. Lo sguardo è quello di Alexander, alter ego del regista, che attraversa tre “case” e tre sistemi del mondo: gli Ekdahl (teatro, calore, molteplicità), i Vergérus (religione, rigore, buio), i Jacobi (magia, artigianato dell’illusione). In questo triangolo si ridefiniscono i padri: Oscar, presenza benevola che torna come fantasma luminoso; Vergérus, patrigno tirannico che incarna la violenza del potere spirituale. La lanterna magica è il cinema allo stato nascente: uno strumento che consente ai bambini — e agli adulti che non hanno smesso di esserlo — di attraversare il tempo e lo spazio e di tessere nuove trame. L’opera interroga la famiglia e la fede senza sentimentalismi: non nega il sacro, lo cerca nei segni minuti dell’amore e nella libertà dell’immaginazione.

 

INLAND EMPIRE, di David Lynch

Domenica 25 gennaio – Ore 21:00

USA, Polonia, Francia 2006 – 3h

v.o sott ita

NUOVA VERSIONE RESTAURATA 4K

The Big Dreamer – Ad un anno dalla scomparsa di David Lynch

Presenta il film il regista e critico Massimo Alì Mohammad

Un fascio di luce, la puntina su un vinile: lo spettacolo inizia come un rito e subito deraglia in un’estetica da sorveglianza, grana DV e libertà assoluta di ripresa. Lynch rinuncia al 35mm per un dispositivo più povero e più feroce, che aderisce all’incertezza del suo incubo e gli permette di cercare il film mentre lo gira, come ai tempi di Eraserhead. Al centro c’è Nikki Grace, attrice di Hollywood che ottiene un ruolo in On High in Blue Tomorrows: le dicono di non innamorarsi del partner, ma la finzione sconfina, i piani si sovrappongono, la vita comincia a parlare con la voce del film. Realtà, sogno e set si inseguono in un labirinto di specchi, dove riconoscere i confini conta meno che sentire le vibrazioni di immagini e suoni. Ogni indizio apre un varco, ogni varco un altro corridoio: più che “capire”, si è chiamati a montare ipotesi, tornare sui passi, lasciarsi guidare dal ritmo. Ne esce un autoritratto obliquo sul lavoro dell’attrice e sul cinema come trance: una macchina che produce presenze, che si alimenta di paura e desiderio, e che chiede più visioni per lasciarsi decifrare.

 

INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO, di Steven Spielberg

Sabato 31 gennaio – Ore 21:00

USA 1977 – 2h12min

v.o sott ita

NUOVA VERSIONE RESTAURATA 4K

Un film sull’ascolto prima che sugli UFO: nel terzo lungometraggio di Spielberg la comunicazione è il vero enigma, e l’interprete che apre la vicenda diventa emblema di un lessico da inventare tra specie diverse. Incontri ravvicinati del terzo tipo porta il fantastico nel quotidiano e rende quotidiano il fantastico: un frigo svuotato da forze invisibili, la luce che filtra dalla serratura, viti che si svitano da sole. Roy (Richard Dreyfuss) sceglie di disobbedire all’età adulta e di seguire l’intuizione infantile, mentre il piccolo Barry accoglie l’ignoto senza paura: la meraviglia come atto di fiducia. Con Truffaut nei panni dello scienziato Lacombe, il film orchestra una partitura di segni culminante nelle celebri cinque note, canale minimo ma sufficiente per aprire un dialogo. Girato come una macchina di suspense e visioni, il racconto chiede di credere all’altro anche quando l’alterità spaventa. Non un trattato sulla fede, ma un’educazione allo sguardo: imparare a vedere (e a sentire) ciò che non sappiamo ancora nominare. Cinquant’anni dopo, resta l’idea che la relazione sia il vero “primo contatto”: basta voler comunicare, e saper ascoltare.

 

GIULIO REGENI – TUTTO IL MALE DEL MONDO, di Simone Manetti

Mercoledì 4 febbraio – Ore 21:00

Italia 2026 – 1h40min

Un racconto civile che ricostruisce, per la prima volta al cinema, la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio di Giulio Regeni, ritrovato senza vita nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2016. La narrazione è affidata alle voci di Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori che hanno sfidato il regime di al-Sisi per tenere aperta la strada della giustizia, e alla testimonianza dell’avvocata Alessandra Ballerini, che li accompagna nella lunga battaglia legale culminata nel 2023 nel rinvio a giudizio di quattro agenti della National Security egiziana. Aperto nella primavera 2024, il processo è atteso a sentenza entro il 2026.
Il film ripercorre chi era Giulio: triestino, formazione internazionale (Leeds, Cambridge), dottorando dal 2014, al Cairo dal 2015 per una ricerca sui sindacati egiziani. Quello che doveva essere un progetto accademico diventa la lente per leggere i meccanismi di controllo e repressione del regime: un’indagine che intreccia memoria privata e responsabilità pubbliche, chiedendo allo spettatore di misurarsi con la parola più impegnativa — verità — là dove politica e diritto si incontrano (e spesso si scontrano).

 

THE ENCAMPMENTS | GLI ACCAMPAMENTI, di Kei Pritsker e Michael T. Workman

Giovedì 5 febbraio – Ore 21:00

USA/PAL 2025 – 1h20min

v.o sott ita

Un racconto in presa diretta del più grande movimento studentesco nordamericano dai tempi del Vietnam: dagli accampamenti nati alla Columbia l’onda attraversa i campus USA (e rimbalza in Europa), tra tende, assemblee, sgomberi e arresti. The Encampments entra nei corpi e nelle voci della protesta — studenti e studentesse ebrei, di origine palestinese, borsisti — e illumina il punto cieco che la repressione prova a rimuovere: i legami economici tra gli atenei e l’industria bellica israeliana. Con la partecipazione della giornalista Bisan Owda da Gaza, il film chiede conto a media, governi e istituzioni universitarie della loro inerzia e restituisce il coraggio di una generazione che rende pubblici nomi, dati, responsabilità. Presentato in concorso documentari al 43° Torino Film Festival e distribuito in Italia da Revolver e Valtellina, è un dispositivo di testimonianza: meno slogan, più fatti; meno retorica, più verità sul campo.

 

Il Cinema Boldini torna in Sala Estense dal 15 settembre con anteprime, ultime uscite d’essai, grandi restauri ed esclusive cittadine

Apertura porte 20:30; inizio film 21:00
Matinèe apertura porte 9:30; inizio film 10:30
Prevendita online con BoxerTicket
Tutte le info riguardanti la biglietteria sono consultabili cliccando qui

Immagini:

Pubblicato il: 19-01-2026